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Imparare a insegnare

16 luglio 2013
R. Capa, Normandy. Omaha Beach. The first wave of American troops lands at dawn. June 6th, 1944

R. Capa, Normandy. Omaha Beach. The first wave of American troops lands at dawn. June 6th, 1944

“Se vuoi imparare, insegna”, diceva quel volpone di Cicerone. Non sbagliava, perchè spiegare qualcosa a qualcuno è il miglior modo per verificare se e quanto la si è capita.
Durante il corso di storia della fotografia, che sto tenendo da alcuni mesi, ho rivisto alcune immagini per la centesima volta ma in modo diverso, grazie al confronto con i partecipanti. Di altre, poi, ho scoperto qualcosa che prima mi era sempre sfuggito.
Non mi ero mai accorta, per esempio, del “segno” (sbavatura? residuo chimico dello sviluppo?) sul bordo destro della foto di apertura: parte della celeberrima serie di Capa scattata in Normandia durante lo sbarco degli Americani. Così come non avevo notato, nel presunto scatto “à la sauvette” di Cartier-Bresson qui sotto, delle piccole macchie in basso e di quelle leggere “onde” ripetute che farebbero sembrare l’immagine il risultato della sovrapposizione di più negativi e non così tanto à la sauvette… (forse è solo un difetto della riproduzione, ma vedendo questa fotografia mi chiedo sempre: “Ma perchè un uomo dovrebbe saltare dentro una pozza enorme, a meno che qualcuno non gliel’abbia chiesto?”).

H. Cartier-Bresson, Paris. Place de l'Europe. Gare Saint Lazare. 1932

H. Cartier-Bresson, Paris. Place de l’Europe. Gare Saint Lazare. 1932

Che intuito e che fortuna ebbe Winogrand, quando immortalò lama e spettatrice nella stessa ruminante posizione mandibolare? Che poi va a capire chi è dentro e chi è fuori dalle sbarre…, ma voi ve ne eravate accorti al primo sguardo?

G. Winogrand, tratto dalla serie "The Animals", 1962

G. Winogrand, tratto dalla serie “The Animals”, 1962

Un ultimo esempio: in questa staged photo di Skoglund c’è un’unica volpe che non è rossa, ma grigia, quella al centro (la state cercando, non bluffate). Servirà semplicemente a dare equilibrio all’immagine? Oppure è una sorta di anello di congiunzione tra gli umani e gli animali finti?

S. Skoglund, Fox games, 1989

S. Skoglund, Fox games, 1989

Non credo che un insegnante debba dare per forza una risposta a queste domande, se riesce a provocarle è già un buon segno, se vengono spontaneamente da chi ascolta… bhe ha dei partecipanti fighi!

Nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo – mi concederete la marketta a fine post, no? – il corso è individuale e (se non sono in viaggio o morta), sempre attivabile. Trovate tutte le info qui. Forza! (oddio che brutta conclusione).

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From → Penso

10 commenti
  1. Come dice Scianna su Bresson, è tutto in una sorta di coincidenza zen fra l’istante che non esiste e il fotografo che lo fa esistere…
    (ma le famose foto di Capa dello sbarco in Normandia non sono mica sfocate perchè il tecnico a cui le aveva mandate ha fatto degli errori nello sviluppo?)

    • Ciao Supercaliveggie, c’è anche questo libro dedicato a Bresson e lo zen: http://www.electaweb.it/catalogo/scheda/978883705646/it

      Ehhhmmmmm: le foto di Capa sono mosse perchè, sai com’è, c’era in atto un’operazione militare che cambiò la storia… Lo sviluppatore, per l’eccitazione di vederle, le lasciò troppo esposte alla luce, bruciandone il 90%.

      Torna presto da queste parti 🙂

  2. Cicerone aveva ragione.
    Insegnare per apprendere e far apprendere, per emozionarsi ed emozionare, per crescere e far crescere, per incuriosirsi ed incuriosire. E tanto altro…
    Mica facile, eh! 😉

    ho faticato a trovare la volpe grigia. Forse per significare un essere animale autentico tra tanta falsità?

    ciao, a presto.
    Marirò

  3. Buono il tuo messaggio! Mi ha colpito la foto del lama e la spettatrice e sì credo che a volte siamo noi quelli in gabbia.. Un sorriso per te 🙂

  4. capito qui seguendo il tuo commento al mio blog e trovo qualcosa di molto interessante… complimenti!
    Credo di tornare presto a dare una sbirciatina!

  5. già insegnare per imparare è un concetto che professori che conosco dovrebbero riscoprire…
    la foto del lama è spettacolare…ahaha, chi sta nella gabbia? e secondo me alcune risposte hai ragione non bisognerebbe mai darle…forse semplicemente perchè non ce n’è una sola…

  6. Vedo che la foto di Winogrand riscuote particolare successo 😉

  7. Per quanto riguarda le famose foto di Capa dello sbarco in Normandia non ho mai creduto alla storiella del tecnico della camera oscura di Londra che preso dall’emozione rovinò i rullini. No, molto più semplicemente credo che gli alti comandi militari abbiano distrutto le testimonianze di un orribile massacro. Le prove forse che lo sbarco da loro ordinato, e non così importante dal punto di vista della strategia, era costato troppo in termini di vite umane. Sono passati decenni ormai, e soltanto adesso qualche storico accenna ad una operazione forse non necessaria e spaventosamente cruenta. La guerra è guerra lo so, ma c’è una misura in tutte le cose e quella vicenda è andata oltre le immani crudeltà di una qualunque guerra.

    • Visione sicuramente interessante, che ribadirebbe, per altro, l’incredibile coraggio di Capa.

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