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Insta-Problems?

17 marzo 2014
David Guttenfelder, "A Vietnamese man who raises catfish under his floating home carries a sack of fish food in the Mekong Delta town of Chau Doc" 2014

David Guttenfelder, “A Vietnamese man who raises catfish under his floating home carries a sack of fish food in the Mekong Delta town of Chau Doc” 2014

Sulla “questione Instagram” si sono cimentati in moltissimi: più o meno autorevoli, più o meno professionali, più o meno fotografi con conseguente consumo di pollici versi e non.

About the “Instagram question” many people have talked: more or less authoritative, more or less professional, more or less photographers with a consequent consumption of thumbs up and down.

David Guttenfelder, "Very muddy feet. Vietnam's Mekong Delta", 2014

David Guttenfelder, “Very muddy feet. Vietnam’s Mekong Delta”, 2014

Non ho mai voluto parlarne su questa pagina per non cadere nell’ovvio. È chiaro, a mio avviso, che se una foto è buona lo è sia stampata su carta baritata che pubblicata online su un social. Per cui: who cares? È altrettanto evidente, dall’altro lato, che produrre un’immagine “stile Instagram” porta a creare una massa di immagini totalmente omologate, magari anche piacevoli, ma senza un minimo di personalità.
Bene, detto ciò, sono capitata sul profilo Instagram di David Guttenfelder (fotografo professionista che sta facendo un reportage in Nord Corea per Associated Press) e… ci ho trovato una storia. Una storia di persone, di quotidianità, ma anche qualche spunto su come lavora, su cosa lo colpisce quando è in viaggio, su come si sofferma su alcuni particolari. Scoprire le nuove foto postate e leggere le brevi didascalie è molto interessante in generale e molto utile per chi si avvicina a questa professione, per esempio.
Quindi mi chiedo: vedendo queste foto su un giornale o sul sito di AP, le percepirei in modo diverso rispetto al vederle su Instagram? Io dico di no. E voi? Se anche per voi la risposta è negativa, ritorno alla domanda dell’inizio: who cares di dove vengono pubblicate?

David Guttenfelder, "A narrow canal in the Mekong delta near Can Tho, Vietnam", 2014

David Guttenfelder, “A narrow canal in the Mekong delta near Can Tho, Vietnam”, 2014

I never wanted to talk about it on this page, in order to do not fall for obvious things. It is clear, in my opinion, that if a picture is good, it’s good printed on baryta paper or published online on a social. So: who cares? It is equally clear, on the other hand, that produce an image with a “Instagram style” run to create a mass of fully homologated images, maybe even pleasant, but without a hint of personality.
Well, having said this, I arrived on the Instagram profile of David Guttenfelder (professional photographer who is doing a report on North Korea for The Associated Press)… and I found a story. A story of people, daily life, but also some ideas on how he’s working, what drowse his attention during the travel, how he dwells upon some details. Discovering the new pictures posted and reading the short captions is very attractive in general and very useful for beginners photographers, for example.
So I’m wondering: if I see these pictures in a newspaper or on the website of AP, would I feel in a different way than on Instagram? I would say no. And you? If for you also the answer is negative, I return to the question at the beginning: who cares where they are published?

David Guttenfelder, "Prints hang in the wall at a photo studio in a Vietnamese village. When I'm traveling, new to a place and want to know what's going on, I like to go see the local photo lab owner and meet the photographers who hang around there.", 2014

David Guttenfelder, “Prints hang in the wall at a photo studio in a Vietnamese village. When I’m traveling, new to a place and want to know what’s going on, I like to go see the local photo lab owner and meet the photographers who hang around there.”, 2014

David Guttenfelder, "My great friend / photo mentor Ricardo Mazalan once told me "Don't pick your driver by his car. Pick your driver by his character." I guess the same is true for men and boats. I'll be spending the next couple of days with this cool character here in Can Tho, Vietnam.", 2014

David Guttenfelder, “My great friend / photo mentor Ricardo Mazalan once told me “Don’t pick your driver by his car. Pick your driver by his character.” I guess the same is true for men and boats. I’ll be spending the next couple of days with this cool character here in Can Tho, Vietnam.”, 2014

 

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From → Penso

6 commenti
  1. Non lo so usare = no è brutto. Semplice. Che sia Lightroom (chi non lo sa usare perché è fisso in Photoshop sostiene non vada bene per le foto) a chi proprio mancando anche delle basi Photoshop, passa direttamente al ripudiare qualsiasi postproduzione elettronica… lasciando che la svolga in automatico la macchina.

    Come se tutte le fasi di pre e post produzione con la pellicola (scelta emulsione, tipo di sviluppo, carta, stampa…) non fossero esistite pochi anni fa. Ovvero, come fare il fotografo lasciando che le pellicole le comprino i vicini di casa e lo sviluppo lo curi un minilab random estratto a sorte 😀

    Instagram è prima di tutto un social dove condividere immagini, non una applicazione di fotoritocco. Che molti si fissino sui filtri e non sulla portata della comunicazione che fa, è buffo…

    Ogni media, la sua comunicazione ed il suo utilizzo, tutto qui.

  2. Io amo la fotografia. Mi cimento senza grandi successi. Non capisco però perchè usare instagram. Per me instagram è un socialnetwork giocoso, dove si raccolgono contenuti di quotidianità. In teoria foto scattate solo con smartphone. O almeno io la vedo così. Per foto importanti e belle come quelle di questa persona, secondo me, andrebbero meglio su altri social dedicati alla fotografia.
    Poi se uno ha spirito di osservazione e sa raccontare tramite immagini, anche una “banale” foto scatta con smartphone diventa un capolavoro.

    E poi la cosa che mi fa veramente impazzire,sono quelli che pubblicano foto professionali non loro solo per strappare un like. Ed è il motivo per cui non prendo seriamente instagram e non pubblico le mie fotografie scattate onl a Nikon. Ma è un mio personalissimo pensiero.

  3. Bhe… Io credo che sia una scelta personale che implica a questo punto il valore/senso che si dà a Instagram. Come social dedicato all’immagine è probabilmente quello che più visibilità, quindi se può essere utile ad avvicinare un pubblico eterogeneo a una fotografia più impegnata, rispetto a quella stereotipata e frutto dei filtri cui Lorenzo fa riferimento, perchè no?

  4. è un modo come un altro di condividere le foto, alla fine ciò che conta è cosa si vuol trasmettere e queste immagini meritano!
    Buon week end

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