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Everybody’s gone… selfing

14 settembre 2014

selfie_ironic_illustration

Stavo pensando a questa storia del selfie e a tutto ciò che ne sta intorno…
Ne hanno parlato tutti, compreso Gianni Berengo Gardin. Sul blog di Smargiassi ho perso il conto degli articoli dedicati all’argomento. Pare che anche i macachi ormai se li facciano e c’è perfino un app per i gatti che vogliono auto-immortalarsi.

I was thinking about this question of selfie and everything that surrounds it…
Everyones talk about this, including Gianni Berengo Gardin. On the Smargiassi‘s blog I’ve lost the count of articles dedicated to the issue. It seems that even though the macaques now do them and there’s even an app for cats who want to shoot themselves.

Premetto che secondo me il selfie ormai è un po’ come le dita nel naso: lo facciamo tutti ma ci vergogniamo a confessarlo e se qualcuno indica chi lo fa, siamo subito pronti a ridacchiare sotto i baffi. Con questo intendo dire che non voglio assolutamente giudicare nessuno.
Detto ciò: credo che ben poco abbia a che fare la pratica dell’autoritratto, che è antichissima e riguarda il rapporto tra se stessi e un’immagine mediata da uno strumento. Il selfie è al 90% una moda, un gesto simpatico di autocelebrazione che si fa pensando (e sperando) di piacere agli altri il più possibile e – già che ci siamo – fargli sapere che stiamo facendo delle cose fighissime. Non vedo perchè farne scaturire un discorso sulla fotografia contemporanea o su un nuovo modo di esperire l’immagine; certo è un fenomeno sociale, ma non un genere stilistico (a meno che non venga realizzato a partire da una riflessione e a quel punto torniamo all’autoritratto).
Questa è la mia idea, vado a discuterne con un macaco!

I start by saying that in my opinion the selfie now is like to pick the nose: we all do it but we are ashamed to confess it, and if someone indicates those who do, we are immediately ready to snigger. Saying this, I mean that I don’t want to judge absolutely anyone.
That said, I believe that the selfie have quite a little to do with the practice of the self-portrait, which is very old and concerns the relationship between yourself and an image mediated by a tool. The selfie is 90% a fad, a nice gesture of self-congratulation that you do thinking (and hoping) to please to the others as much as possible, and – while we’re at – let him know that we are doing so cool things. I don’t see the reason to arise a discourse on contemporary photography, or a new way of experiencing the image; certainly is a social phenomenon, but not a stylistic genre (unless it is carried out starting from a reflection and we come back to the self-portrait).
This is my idea, I’m going to discuss it with a macaque!

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From → Penso

7 commenti
  1. oh.. io faccio un selfie tutte le mattine alle mie tette e poi me le archivio segretamente per il futuro in cui mi cominceranno a scendere e sarò irriconoscibile a tutti tranne che alle mummie..
    vale lo stesso? o è una perversione meno malata di quella dell’app per gatti? 😛

    • Sicuramente è meno malata e… chi lo sa? Magari hai inventato il genere “titscape” 😉

  2. i selfie sono un sottoprodotto dei social, cioè, i social hanno sdoganato facce e identità, ci si è resi conto che mettere in rete nome, cognome e proprie foto, non provocava la calata degli unni. Il resto lo ha fatto la tecnologia, si investono fior di miliardi per aumentare la qualità di foto e video sui cell, smart e I-chissàcosa. basta farsi un selfie sotto la tour Eiffel e postarla sul social, in meno di un minuto lo sanno tutti

    è una finta novità, sono anni che milioni di persone si scambiano via mms foto, anche intime e mini video, poi è arrivato l’elemento di distinzione, la moda, tutto aggrappato a un termine: “selfie”, forse dire autoscatto è troppo da provinciali.

    • Ciao Tads,
      grazie per il tuo commento.

      Sono d’accordo sullo sdoganamento delle foto personali sui social (cosa che rende ancora più patetico, secondo me, il mettere watermark enormi o fare 3000 polemiche su come Facebook gestisce i diritti delle immagini).
      La penso invece in modo differente da te sul fatto che “autoscatto” e “selfie” siano sostanzialmente la stessa cosa: è vero che ci è sempre scambiati foto, ma in quel caso era un atto che riguardava la relazione tra persone coinvolte nello scambio e nessun altro; il selfie invece si fa innanzitutto per farsi vedere, da chi è un problema secondario. C’è poi il fatto che molte serie di autoscatti erano (e vengono) realizzati per se stessi, in alcuni casi mai mostrati ad altri.

      Cosa ne pensi?

      • ne penso che sono d’accordo, intendevo la stessa cosa “tecnicamente” ma chiamata in modo diverso, selfie e autoscatto indicano la stessa operazione. Cambia l’uso, certo, questo è un altro aspetto della evoluzione. si è usciti dagli ambiti ristretti per approdare alla massa. L’autoscatto era un vezzo intimo, il selfie è l’esaltazione della vanità e dell’esibizionismo.
        Come dire, sul social ho messo faccia e nome, non è successo niente, allora adesso mi sbizzarrisco, anzi, mi “belenizzo”, l’altra sera in un servizio di striscia ha dichiarato di aver in rete 14.000 (se non ricordo male) fotografie, roba da TSO

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