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Ma a voi piacciono le foto “piacione”?

24 settembre 2014
M. Chandler, "The maiko (apprentice geisha) Ichiteru"

M. Chandler, “The maiko (apprentice geisha) Ichiteru”

HDR, bokeh, morning light…
L’immagine perfettamente nitida di una pozzanghera in città, il molo all’alba/tramonto in b/n con un tempo di posa sufficientemente lungo da sfuocare il mare (se poi c’è un po’ di foschia naturale meglio ancora).

HDR, bokeh, morning light…
The perfectly clear image of a puddle in a town, the jetty at sunrise/
sunset in b/w with a shutter speed long enough to blur the sea (if there is a bit of natural haze is better).

R. Bradshow, "The Slip Way"

R. Bradshow, “The Slip Way”

Lo still life si fa in pianta, rigorosamente, con gli oggetti disposti tutti in fila oppure a comporre un piacevole rettangolo. Vuoi fare uno scatto in un parco? Riduci al minimissimo la profondità di campo, “zumma” sulla chioccolina che striscia sulla foglia e – fondamentale – in postproduzione satura tutto il saturabile (il tono su tono è particolarmente gradito). Un bosco, di notte, b/n con contrasti al limite della bruciatura, con un uccello (un corvo sarebbe il top) posato su un ramo o che sta volando via: ed è subito angoscia/depressione/dramma. Dall’altra parte troviamo palloncini, bolle di sapone, colori pastello e bocche perfettamente disegnate: è il glamour che si prende poco sul serio. I ritratti? Primo piano così ravvicinato da tagliare fronte e mento; rughe come se non ci fosse un domani (a volte non c’è… poverini…) oppure lentiggini e capelli finto spettinati in controluce e non sbagli mai. Poi ci sono i concettuali nudisti (soprattutto donne) che “lavorano sull’estetica del corpo”: una sorta di “te la faccio annusare, sotto veli di tulle ed effetto blur, ma il senso profondo è che sto cercando me stessa, porco!”. Non dimentichiamo, infine, i ghirrini, baltzini, struthini ecc. che, se fotografano un cestino della spazzatura, non stanno mostrando un cestino della spazzatura, bensì la loro ricerca sul paesaggio urbano, in cui si riversa la condizione alienante dell’uomo consumista e frustrato dalla condizione alienan… Bhe avete capito.

The still life is strictly made in horizontal way, with all the objects arranged in a row or to compose a nice rectangle. Want to do some shot in a park? Reduce to the absolutely minimal depth of field, “zoom” on the dome that has crawling on the leaf and – crucial – in post-production saturate the whole saturable (tone on tone is particularly appreciated). A forest, at night, b/w with contrasts till the limit of burn, with a bird (a crow would be the top) perched on a branch, or that is flying away and you reach an immediate sense of anxiety/depression/drama. On the other hand, we find balloons, soap bubbles, pastel colors and perfectly designed mouths: it’s glamor without seriousness. The portraits? Close up so nearby to cut forehead and chin; wrinkles, as if there was no tomorrow (that’s how it goes sometimes… poor people…) or freckles and hair fake uncombed in the backlight and you never go in wrong. Then there are the conceptual nudists (especially women) who “work on the aesthetic of the body”: a sort of “I’ll make you smell it, under veils of tulle and blur effect, but the deeper meaning is that I’m looking for myself, swine! “. Do not forget, finally, the little Ghirri, little Baltz, little Struth etc.: if they photograph a waste basket, they are not showing awaste basket, but their research on the urban landscape, in which is turning out the alienating condition of the consumerist and frustrated man by the condition alienat…Well you got it.

R. Romanes, V. Kumer, from series "Blue Baths Catering"

R. Romanes, V. Kumer, from series “Blue Baths Catering”

O. Bee, from series "Fashion-ish"

O. Bee, from series “Fashion-ish”

A. Arthur, model: Chiara Ferragni

A. Arthur, model: Chiara Ferragni

Ora: ammetto che siano immagini piacevoli e probabilmente sono anche apparse in qualche articolo di questo blog. È ovvio, poi, che tra gli esempi che ho citato ci sono anche dei risultati di ricerche personali e molto ben pensate, ma non potete negare che ci sono quintali e quintali di queste fotografie in rete tutte più o meno uguali e tutte… di moda. Quindi mi chiedo e vi chiedo: ma a voi piacciono le foto “piacione”?

P.S.: Pregasi non rispondere come intellettuali di sinistra de noartri
P.P.S.: Spero non si offendano gli autori delle fotografie che mostro qui.

Now: I admit that they are nice images and probably have also appeared in some article from this blog. It is obvious, then, that among the examples I mentioned, there are also the results of personal and very well thought researches, but you can not deny that there are tons and tons of these pictures on the internet more or less similar and all… fad. So I ask myself and I ask you, do you like the photos so likeable?

PS: Please do not reply like improvised leftist intellectuals
PPS: I hope I don’t offend the authors of the photographs that I show here.

M. Lagerstedt, "Dark Times"

M. Lagerstedt, “Dark times”

A. Locatelli, "Ex-Pascoli"

A. Locatelli, “Ex-Pascoli”

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From → Penso

4 commenti
  1. interessante post e quesito… forse la differenza sta anche nel porsi, a cascata, la seguente domanda: è piaciona per caso o per volontà?

  2. Forse siamo in un’epoca (fotografica) un po’ manierista!

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