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Piccole fotografe crescono

3 novembre 2014
G. Pelizzari, from series "Barbe-Bleue"

G. Pelizzari, from series “Barbe-Bleue”

Non avrei mai pensato di parlare di Greta su questo blog. Non perchè non lo meriti, sia chiaro, ma per il modo in cui ci siamo conosciute.

I never thought of talking to Greta on this blog. Not because she doesn’t deserve it, of course, but because of the way we met.

G. Pelizzari, from series "Le kitsch c'est chic"

G. Pelizzari, from series “Le kitsch c’est chic”

Lei è una mia ex studentessa. No, non frequentava la scuola dove ho insegnato, né ha seguito il mio corso di storia della fotografia (per ora), bensì… studiavamo e ripetevamo insieme italiano e latino. Ebbene sì, come moltissimi studenti universitari ho dato ripetizioni di varie materie!
Quando ci siamo conosciute lei era poco più che una bambina e prendeva lezioni di chitarra e io… bhe io ero così ingenua da credere che da qualche parte nel mondo esistesse la meritocrazia, credo di aver reso l’idea.
Greta mi è stata da subito simpatica: era sveglia, intelligente, curiosa. Certo non potevo immaginare che i nostri percorsi si sarebbero incrociati su un cammino lastricato di foto.
La seguo da un po’ e ho deciso di parlarne ora perchè il 6 novembre inaugurerà a Montpellier la prima mostra collettiva di cui fa parte.
Quello che la colpisce è quello che colpisce più o meno tutti all’inizio: il corpo, le geometrie, i contrasti, le diverse messe a fuoco, i volti degli anziani; però scatta con quell’ingenuità e freschezza tipica di chi sta cercando il proprio “modo” e il proprio mondo e non di chi rincorre una moda. Senza contare che è tecnicamente molto pulita, considerando anche che è giovanissima.
In bocca al lupo, piccola fotografa: il cammino sarà lungo ma anche molto molto divertente, tieni gli occhi e il cuore aperti!

G. Pelizzari, from series "Istanbul"

G. Pelizzari, from series “Istanbul”

G. Pelizzari, from series "Milan"

G. Pelizzari, from series “Milano”

She is one of my ex student. No, she didn’t attend the school where I taught, nor she followed my course of  photography’s history (for now), but… we studied and repeated together Italian and Latin. Yes, as many college students, I have given private lessons of different subjects!
When we met she was little more than a child and took guitar lessons and I… well, I was so naive as to believe that somewhere in the world there exists meritocracy, I think you get the idea.
I immediately liked her: she was smart, intelligent, curious. Of course I could not imagine that our paths would cross on a walk paved by photos.
I follow her for a while and I decided to talk about her now because in Montpellier, November 6, it going to start the first group exhibition with her pictures.
What strikes her is what affects more or less all at the beginners: the body, the geometry, the contrasts, the different focalizations, the faces of old people; but she takes pictures with a naivety and freshness typical of those who are looking for their own “way” and his own world and not of those who run after a fashion. Further, she’s technically very clean, considering that she’s very young.
Good luck, little photographer: the road will be long but also very very funny, keep your eyes and heart open!

G. Pelizzari, from series "Barbe-Bleue"

G. Pelizzari, from series “Barbe-Bleue”

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