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Il buio, signori, il buio

26 settembre 2015
L. Bugaev, "The Curtain", from series "The Eye", 2012

                      L. Bugaev, “The Curtain”, from series “The Eye”, 2012

Capita spesso, ormai, che io parta con l’intenzione di parlare di un argomento ma che poi rimanga folgorata da qualcos’altro e senta una specie di urgenza di condividerla qui.
Esattamente questo mi è successo quando ho scoperto, poche ore fa, Leo Bugaev, autore russo, musicista e fotografo. Dichiara di immergersi in uno spazio interiore, mentre scatta e le sue immagini vengono definite “silhouettes del nulla” e non potrei essere più d’accordo.

Often, I have the intention of talking about a issue but then I remain struck by something else and I feel a kind of urgency to share it here.
It’s exactly what happened to me when I found out, a few hours ago, Leo Bugaev, Russian author, musician and photographer. He declares to plunge into an inner space, while shooting, and his images are called “silhouettes out of nowhere” and I could not agree more.

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                                        L. Bugaev, from series “Voids”, 2012

La “formula” è piuttosto semplice: tutte foto quadrate, in b/n, uno spot di luce, pochissimi soggetti (e oggetti) nell’inquadratura e tanto tanto TANTO buio.
Quando questo elemento così inusuale – comprensibilmente, essendo il primo nemico della luce – viene utilizzato in fotografia, io mi soffermo sempre a guardare i risultati. In questo caso, l’oscurità è proprio la protagonista delle serie realizzate, con esiti forse un po’ inquietanti ma sicuramente molto affascinanti. Quello che Buagev “intrappola” è un movimento: una ricerca della luce o una fuga dalla fotocamera?
Guardatele tutte e vi consiglio anche di osservare il passaggio da una foto all’altra, quando si schiariscono, permettendovi di notare per un attimo qualche altro dettaglio dell’immagine.

Is a quite simple “formula”: all square photos, b/w, light spot, very few people (and objects) in the frame and much much MUCH darkness.
When this so unusual element – it’s understandable, being the first enemy of the light – is used in photography, I always pause to look at the results. In this case, the darkness is just the protagonist of the series, with results perhaps disturbing a bit, but certainly very fascinating. What Buagev “traps” is a movement: a search for the light or an escape from the camera?
See all of them and I recommend also to observe the transition from one photo to another, when they get lighter, allowing you to note briefly some other details of the image.

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                                     L. Bugaev, from series “The Night”, 2010

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                           L. Bugaev, from series “The Fourth Shot”, 2012

 L. Bugaev, from series "The Fourth Shot", 2012

                            L. Bugaev, from series “The Fourth Shot”, 2012

 

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