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“Il senso del limite” di Maddalena Mazzocut Mis

“Il senso del limite. Il dolore, l’eccesso, l’osceno”, di Maddalena Mazzocut Mis, Ed. Le Monnier.
Il fruitore non desidera l’orrore eppure lo gode nell’arte e lo patisce nella vita. Quando è mostruoso connubio di abiezione e sublime, la fruizione diventa godimento mai pacificato, sempre problematico, spesso irrisolto, che sconfina con l’ambito fisiologico se non patologico. Il Settecento lo insegna: un senso del limite è quello che il secolo del buon gusto elabora, perché rappresentare l’orrore significa scegliere non tanto di addomesticarlo ma di renderlo ancora fruibile. Gioco di limiti che limiti non sono se possono alludere a un infinito che porta spesso i tratti del sublime.
Attraverso l’Università degli Studi di Milano, ho partecipato alla realizzazione di questo libro con la selezione iconografica e la correzione di bozze.

“The sense of limits. Pain, excess, obscene”, by Maddalena Mazzocut Mis, Ed Le Monnier.
The observer does not want the horror and yet he enjoys art and suffering in life. When is monstrous combination of abjection and sublime, the use becomes never peaceful enjoyment, always difficult, often unsolved, which borders on the physiological – if not pathological – context. The Eighteenth Century teaches us: a sense of limitation is that the Century of good taste processes, because representing the horror means choosing not so much to tame it but still make it usable. Game of limitations that limits are not, if they may allude to an infinite which often has the features of the sublime.
Through the University of Milan, I participated in the creation of this book with the iconographic selection and the proofreading.